giovedì 5 dicembre 2013

Le opere d’arte figurative piacciono di più dopo la stimolazione elettrica del cervello

Trasmetto un comunicato stampa inviatomi dall'Università di Milano-Bicocca.

Dopo aver visto in questo post in che modo la stimolazione elettrica a bassa intensità del cervello possa avere una certa incidenza sulla velocità del calcolo mentale, ecco un nuovo studio, questa volta tutto italiano, che mette in correlazione la stimolazione elettrica a bassa intensità del cervello con l'apprezzamento delle opere d'arte.
La conclusione a cui sono giunti i ricercatori dell’Università di Milano-Bicocca, in seguito ad uno studio pubblicato sulla rivista internazionale Social Cognitive and Affective Neuroscience, è che il grado di apprezzamento di un’opera d’arte può aumentare a seguito di una stimolazione elettrica a bassa intensità della corteccia dorso laterale prefrontale sinistra, sede della valutazione estetica. 
Lo studio rientra nel campo della neuroestetica, branca delle neuroscienze che si occupa di studiare i correlati neurali alla base dell'apprezzamento estetico.
La ricerca è stata condotta su 24 partecipanti con un’età tra i 19 e i 28 anni, divisi in due gruppi: il primo ha eseguito l’esperimento vero e proprio, il secondo un compito di controllo. Il primo gruppo, dopo aver osservato al computer 70 immagini astratte (quadri astratti e schizzi) e 80 immagini figurative (quadri realisti, quadri impressionisti e post impressionisti e fotografie di paesaggi rurali e urbani), ha indicato l’apprezzamento di ciascuna figura su una barra di valutazione con un punteggio da 0 a 100. Successivamente, a ciascuno dei partecipanti è stata applicata una neuro-stimolazione che utilizza corrente a bassa intensità tDCS (Transcranial direct current stimulation) alla corteccia dorso laterale prefrontale sinistra attraverso piccoli elettrodi: in una sessione la stimolazione era vera, in un’altra sessione era finta (placebo). Dopo la neurostimolazione, i partecipanti hanno guardato una batteria di immagini corrispondenti (70 astratte e 80 figurative) esprimendo nuovamente il proprio gradimento. 
A seguito della stimolazione vera si è registrato un incremento del gradimento del 3 per cento in caso di immagini figurative, mentre è rimasto invariato il gradimento dei quadri astratti (vedi grafici accanto). Non vi erano invece cambiamenti nell’apprezzamento estetico a seguito della stimolazione placebo.
Il secondo gruppo (il campione di controllo) ha guardato le stesse immagini, ma il loro compito è stato di esprimere un giudizio sui colori di quadri e fotografie: in questo caso, dopo la stimolazione elettrica vera, non sono state rilevate differenze di giudizio.
«Nel nostro studio, per la prima volta, abbiamo dimostrato che l’innalzamento della eccitabilità della corteccia prefrontale sinistra tramite la tecnica tDCS induce un aumento nell'apprezzamento estetico di opere d'arte figurative ma non astratte», afferma Zaira Cattaneo. «Abbiamo utilizzato la stimolazione cerebrale per studiare cosa accade nel nostro cervello quando osserviamo qualcosa di bello, che si tratti di un’opera d’arte o di un paesaggio».
Questo lavoro apre prospettive di conoscenza su come il piacere estetico, che si accompagna alla contemplazione di cose belle, possa aiutare nel trattamento di pazienti (per esempio, depressi) che sembrano non riuscire a trarre piacere da ciò che vivono e da ciò che vedono.

Cattaneo Z, Lega C, Flexas A, Nadal M, Munar E, & Cela-Conde CJ (2013). The world can look better: enhancing beauty experience with brain stimulation. Social cognitive and affective neuroscience PMID: 24132459

Nessun commento:

Posta un commento

Lascia un commento su questo post: