domenica 25 agosto 2013

Lo strano caso dell'eterocefalo glabro

Se descrivessimo a qualcuno un animale con scarsa vista, capace di scavare tunnel sotterranei, a sangue freddo e vivente in colonie sociali presiedute da una regina, stenterebbe a credere che possa trattarsi di un mammifero. Eppure un mammifero con queste insolite caratteristiche esiste ed è un roditore: si chiama Heterocephalus glaber, vive in Africa orientale e deve la seconda parte del nome alla scarsa peluria. 
L'eterocefalo glabro è un mammifero di modeste dimensioni, che variano a seconda del ruolo che ciascun individuo svolge all'interno dell'organizzazione sociale della colonia; caso unico tra i mammiferi, le popolazioni dell'eterocefalo glabro sono organizzate in gruppi che vivono scavando cunicoli sotterranei con i loro grandi incisivi, e la femmina di dimensioni maggiori ne è la regina. La regina è piuttosto longeva, arrivando a vivere anche 20 anni, ed è parecchio ostile alle altre femmine che tentano di accoppiarsi. Essa ha il compito di perlustrare il territorio e quello fondamentale di accoppiarsi con i maschi nel periodo fertile, e alla sua morte le lotte tra le potenziali "eredi al trono" possono anche essere piuttosto violente. Gli altri membri della colonia svolgono mansioni differenti: ad esempio quelli di dimensioni minori sono gli operai, alcuni dei quali vanno alla ricerca di cibo, altri invece scavano, ecc., mentre quelli di dimensioni maggiori sono i soldati ed hanno il compito di difendere la colonia da eventuali predatori. Insomma, un'organizzazione che ricorda quella degli insetti sociali, quali formiche, api e termiti.
Heterocephalus glaber
Vivendo sottoterra, l'eterocefalo glabro non necessita di una grande vista, e infatti gli occhi sono ridotti a 2 fessure di scarsa utilità. Dal momento che la temperatura del sottosuolo non subisce forti variazioni, l'eterocefalo riesce a vivere nonostante l'incapacità di raggiungere l'omeotermia, purché la temperatura esterna si aggiri sempre intorno ai 30°C; in alternativa, nei periodi più freddi, risolvono il problema stringendosi gli uni agli altri, in modo da farsi calore reciprocamente. 
Tuttavia, se questo non bastasse a renderlo un mammifero insolito, ci sono altre 2 cose ancora più sorprendenti che lo riguardano: è incapace di provare dolore e non si ammala mai di tumore, raggiungendo in alcuni casi la veneranda età di 30 anni. 
L'incapacità di provare dolore è legata all'assenza di recettori per la "Sostanza P", un neurotrasmettitore che nei mammiferi è implicato nella modulazione del dolore, e probabilmente questa caratteristica è connessa anche all'incapacità di regolare la propria temperatura corporea.

Infine, l'eterocefalo glabro non si ammala mai di tumore. Su quest'ultima importante caratteristica gli studiosi, spinti dalla curiosità, hanno voluto andare a fondo e si sono accorti di questa peculiarità fisiologica quando hanno osservato che le cellule estratte dalla pelle dell'animale e messe in coltura proliferano a velocità di gran lunga inferiore a quella attesa, oltre a constatare che la matrice extracellulare è ricca di molecole di acido ialuronico di dimensioni e lunghezza 5 volte superiore a quelle prodotte dalla pelle di noi umani o dai loro parenti topi. Secondo la ricercatrice a capo della ricerca, Vera Gorbunova della University of Rochester negli Stati Uniti, le molecole di acido ialuronico a lunga catena dell'eterocefalo glabro, oltre a svolgere il compito principale di rendere la pelle dell'animale molto elastica e adatta a muoversi lungo gli stretti cunicoli sotterranei, formano una sorta di gabbia in grado di ostacolare la proliferazione tumorale di cellule potenzialmente cancerose. Se infatti si blocca la sintesi di acido ialuronico, le cellule allevate in coltura proliferano a velocità maggiore e diventano più facilmente cancerose formando tumori.
Dal punto di vista evolutivo, si può pensare che la resistenza all'insorgenza di tumori negli eterocefali glabri sia intervenuta solo come un beneficio secondario, in quanto la natura avrebbe selezionato favorevolmente l'acido ialuronico a catena lunga innanzitutto perché utile ad agevolare i movimenti degli animali negli angusti cunicoli. Esso, inoltre, essendo presente nei tessuti connettivi di vari organi, eserciterebbe la sua azione antitumorale non solo a livello della pelle, ma anche degli altri organi interni.
Dal punto di vista scientifico, staremo a vedere se questo studio, così affascinante in sé, possa un domani anche rivelarsi utile in qualche modo nella lotta ai tumori nostri.


Tian X, Azpurua J, Hine C, Vaidya A, Myakishev-Rempel M, Ablaeva J, Mao Z, Nevo E, Gorbunova V, & Seluanov A (2013). High-molecular-mass hyaluronan mediates the cancer resistance of the naked mole rat. Nature, 499 (7458), 346-9 PMID: 23783513