giovedì 22 agosto 2013

La durezza dei minerali e la scala di Mohs

La durezza di un minerale indica la resistenza di esso a lasciarsi scalfire, cioè la sua resistenza a lasciarsi penetrare o deformare dall'azione di forze esterne. 
La durezza in genere si misura attraverso la comoda scala di Mohs, e va da 1 a 10 nel senso crescente della grandezza. Ciò significa che il minerale al primo posto della scala di Mohs è quello con durezza minore e corrisponde al talco, mentre a mano a mano che cresce il numero della scala aumenta anche il suo livello di durezza corrispondente, fino ad arrivare al diamante, il minerale più duro di tutti in natura. Dal momento che i minerali sono ben più di 10, devono esistere anche valori di durezza decimale, cioè intermedi tra un valore intero ed il successivo,  e si determinano di volta in volta verificando quali minerali può scalfire il minerale considerato, e da quali può essere scalfito.
La scala di Mohs è empirica, cioè l'attribuzione del valore di durezza ai minerali viene fatta tenendo conto che ciascun minerale può scalfire quello precedente ed essere scalfito dal successivo, ed esprime una misura puramente indicativa della durezza, perché la differenza di durezza tra 2 minerali consecutivi può anche variare di molto: basti considerare che il corindone, al 9° posto della scala, è 6 volte più duro del suo precedente topazio, ma il diamante, al 10° ed ultimo posto della scala, è 140 volte più duro del corindone!
Ecco i minerali occupanti i posti (interi) da 1 a 10 secondo la scala di Mohs:
1) Talco
2) Gesso
3) Calcite
4) Fluorite
5) Apatite
6) Ortoclasio
7) Quarzo
8) Topazio
9) Corindone
10) Diamante.
Ricordiamo che la durezza non va confusa con la fragilità di un minerale: un diamante, minerale durissimo, è invece anche molto fragile! 

Nessun commento:

Posta un commento

Lascia un commento su questo post: