lunedì 1 luglio 2013

Tumore al colon: ricerca dell'Università di Milano-Bicocca scopre un gene che ostacola la cura

Una ricerca da poco pubblicata sulla rivista Clinical Cancer Research ha rivelato che il gene GSK3B (Glycogen Synthase Kinase) è responsabile di buona parte dei fallimenti delle terapie a base di 5-fluorouracile, il farmaco chemioterapico comunemente utilizzato nella terapia del tumore del colon, a cui molti pazienti sviluppano resistenza dopo pochi cicli di terapia. 
Lo studio, tutto made in Italy, è stato realizzato da un gruppo di ricercatori del dipartimento di Chirurgia e Medicina Interdisciplinare dell’Università di Milano-Bicocca, guidati da Marialuisa Lavitrano, direttore del laboratorio di Medicina Molecolare e presidente di BiOnSil S.r.l., lo spin-off dell’Università di Milano-Bicocca, sostenuto dai fondi di investimento TT Venture, Como Venture e Aura Holding, nato con l’obiettivo di identificare i geni coinvolti nella farmaco-resistenza dei tumori del colon ad alcuni chemioterapici utilizzati per il trattamento di questa patologia e il successivo sviluppo industriale di farmaci.
Il gruppo che ha condotto lo studio ha identificato in 8 anni di lavoro ben 49 geni coinvolti nel fenomeno della farmaco-resistenza dei tumori, e GSK3B è il primo tra questi geni di cui sia stato completato lo studio e comprovato il coinvolgimento nella farmaco-resistenza. Quando parliamo di farmaco-resistenza, intendiamo dire che questo gene esprime la sua attività ostacolando la cura dei carcinomi del colon, per cui inibendone l'azione si riesce a consentire ai pazienti di trarre beneficio dal ciclo terapico. Quando la funzione del gene viene bloccata, le cellule di tumore del colon resistenti all’azione del 5-fluorouracile diventano sensibili all'azione dei farmaci chemioterapici e muoiono; inoltre lo studio ha anche reso evidente ai ricercatori la "via molecolare" che viene attivata per indurre la morte delle cellule tumorali.
I ricercatori hanno anche condotto uno studio retrospettivo su un campione di 50 pazienti affetti da carcinoma del colon, precedentemente sottoposti a terapia con il chemioterapico 5-fluorouracile e poi monitorati per 10 anni, dimostrando che la presenza di GSK3B è associata alla progressione tumorale ed è correlata ad una peggior risposta alla terapia ed una minore sopravvivenza.
L'esito di questa ricerca ha spianato la strada all'ipotesi di usare sostanze che possano sopprimere l'attività del gene GSK3B, come il litio-cloruro, che è stato utilizzato proprio nell'esperimento dello studio in oggetto, e che viene usato da tempo per curare disordini neurologici come depressione ed epilessia, in modo da rendere più agevole ed efficace la cura chemioterapica.

Grassilli E, Narloch R, Federzoni E, Ianzano L, Pisano F, Giovannoni R, Romano G, Masiero L, Leone BE, Bonin S, Donada M, Stanta G, Helin K, Lavitrano M. (2013). Inhibition of GSK3B Bypass Drug Resistance of p53-null Colon Carcinomas by Enabling Necroptosis in Response to Chemotherapy Clinical Cancer Research DOI: 10.1158/1078-0432.CCR-12-3289

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