martedì 23 luglio 2013

Linneo e la (non) invenzione della nomenclatura binomiale

E' opinione comune, tra chi mastica di biologia, credere che Linneo sia stato l'inventore della nomenclatura binomiale, cioè il sistema convenzionale utilizzato dai biologi per attribuire il nome scientifico agli organismi viventi e, quindi, raggrupparli in maniera opportuna dopo averne stabilito il grado di parentela. 
La nomenclatura binomiale consiste nel dare 2 nomi in latino (qualcosa di simile al nostro nome + cognome) agli organismi di una stessa specie, il primo dei quali, da solo, designa il genere e dev'essere scritto in corsivo e con l'iniziale maiuscola, mentre il secondo è un epiteto che, insieme al primo, identifica in maniera inequivocabile una specie e dev'essere scritto in corsivo senza iniziale maiuscola. Utilizzando l'insiemistica, possiamo dire che la specie è un sottoinsieme del genere, per cui ad ogni genere appartiene almeno una specie, e specie e genere rappresentano 2 delle 8 categorie tassonomiche fondamentali, cioè i raggruppamenti che, partendo dal Dominio, fino ad arrivare alla Specie, stabiliscono il grado di parentela tra organismi evolutivamente vicini o lontani tra loro.
Facciamo un esempio per chiarire meglio il concetto: il nome scientifico del leone è Panthera leo, in cui Panthera può avere senso anche se scritto da solo, perché denota un genere, di cui fanno parte differenti specie (es. P. leo, P. pardus, P. tigris, ecc.), mentre leo non ha alcun senso se scritto da solo, perché soltanto se accompagnato al primo nome può designare la specie del leone. Gli animali del genere Panthera, però, appartengono tutti ad un raggruppamento maggiore, che è la Famiglia Felidae, cioè quelli che chiamiamo felini, i quali a loro volta appartengono all'ordine Carnivora, di cui fanno parte anche i cani, le foche, le iene, ecc.; la Classe è dei Mammiferi, i quali appartengono al Phylum Chordata, e così via. 
Questo semplice quanto geniale sistema di attribuzione del nome è ancora oggi in voga dal '700, quando un certo Carl von Linné - per gli "amici" Linneo - decise di adottarlo come criterio nomenclaturale generale per la classificazione dei viventi, pensando al latino in termini di possibile collante linguistico universale tra biologi di tutto il mondo, ma non fu lui ad inventarlo. Egli si rifece infatti al modo di assegnare nomi alle specie inventato dal botanico Gaspard Bauhin addirittura un secolo prima, per catalogare piante nell'opera Pinax theatri botanici. Bauhin fu un profondo innovatore, perché fu proprio lui ad inventare il concetto di genere e specie per identificare in maniera sintetica quanto efficace un organismo vivente, rompendo così la tradizione di etichettare i viventi attraverso lunghe descrizioni.
Gaspard Bauhin
(1560-1624)
Come mai però nessuno si ricorda di Bauhin e tutti si ricordano di Linneo?
Linneo, pur avendo tratto palesemente ispirazione da Bauhin, andò oltre, estendendo la nomenclatura binomiale anche ai generi monospecifici e arrivando al concetto di sottospecie o razza, descritta da un terzo nome, inventando inoltre anche tutte le altre categorie tassonomiche fondamentali al di sopra del genere. Per la precisione, Linneo partì dal Regno e, per aggiunta di dettagli, arrivò alla Specie, per un totale di 7 categorie tassonomiche fondamentali in cui "incasellare" i viventi in base al loro grado di parentela; in seguito i biologi decisero di aggiungere, al di sopra del Regno, il Dominio, e col perfezionarsi degli studi sulla parentela evolutiva dei vari raggruppamenti si rese necessaria l'aggiunta di tante altre categorie intermedie, come i sottordini, le superclassi, le sottoclassi, ecc.
Si può dire che Linneo dedicò quasi interamente la sua vita a classificare i viventi, ovviamente nei limiti del possibile, visto che ogni giorno si scoprono nuove specie e se ne estingue qualcuna, senza considerare le difficoltà, a quei tempi, di classificare i viventi senza avere la più pallida idea di cosa fosse la parentela genetica, per non parlare dell'impresa di classificare gli organismi microscopici. Ciò nonostante, l'opera magna di Linneo, il Systema Naturae, pubblicata per la prima volta nel 1735, giunse alla decima edizione nel 1758 con 4.400 specie di animali e 7.700 specie di piante catalogate, diventando così il punto di riferimento ineludibile per ogni tassonomista o biologo che si rispetti.

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