giovedì 20 giugno 2013

L'ola da stadio delle api giganti

Ola è il nome più comune per definire la cosiddetta "onda da stadio": di origini messicane, si basa su una coreografia che riproduce la propagazione di un'onda grazie all'effetto prodotto dalla tifoseria che, alzandosi in piedi ed abbassandosi in successione in una sola direzione, settore dopo settore, incita in modo spettacolare i giocatori per cui tifa.
A quanto pare, oltre all'essere umano, anche le api giganti dell'India (Apis dorsata) sono in grado di creare una ola a loro modo, ma per allontanare le fonti di possibile minaccia. Gli esemplari di Apis dorsata in genere sono lunghi poco meno di 2 cm e, a differenza delle specie europee di api, nidificano all'aperto, attaccando un alveare molto semplice e leggero alla superficie inferiore di un ramo d'albero o ad una sporgenza rocciosa; l'alveare così sospeso è ricoperto da ambo i lati da circa 7 o 8 strati di api, che formano un vero e proprio tappeto. Le api giganti sono minacciate da una vasta gamma di predatori, dalle vespe agli uccelli ad altri predatori di taglia maggiore, ma i nidi sono tutt'altro che indifesi.
Un'onda messicana, anche nota
come Ola
Un ricercatore, Gerald Kastberger della University of Graz in Austria, ha infatti scoperto che le api giganti sanno difendersi bene, lanciandosi sui predatori in sciami formati da centinaia di individui, ma non prima di aver provato a scoraggiarli ed allontanarli in un modo molto particolare e molto meno rischioso: alcune api cominciano a librarsi nell'aria scuotendo l'addome secondo un angolo di circa 100 gradi, e a mano a mano le altre operaie si aggregano fino a formare una sorta di nube brillante, una dopo l'altra come nella ola da stadio. Lo studioso si è però chiesto come facessero a cogliere i segnali le operaie disposte lungo la superficie opposta dell'alveare, dal momento che per le operaie che si trovano su una facciata dell'alveare non è possibile vedere quello che accade dalla parte opposta. Ha così deciso di allestire un semplice esperimento, appendendo un alveare al balcone di un hotel; ha poi costruito un'ape di polistirolo meccanizzata, in grado di simulare la danza attuata dalle api giganti vere in modo da dare lo stimolo iniziale, e rilevato con un laser gli eventuali spostamenti di operaie da una facciata all'altra dell'alveare. 
Apis dorsata
Lo studioso ha constatato che le vibrazioni complessive prodotte dalle operaie di una facciata, pur avendo una frequenza di soli 2 hertz, sono tali da provocare uno spostamento dell'alveare che può andare dai 9 ai 45 micrometri, sufficienti a causare un "miniterremoto" che stimola le operaie della facciata opposta a distaccarsi dall'alveare ed aggregarsi alle compagne per dare man forte. Secondo lo scienziato, tale meccanismo di comunicazione si sarebbe perfezionato nel corso del tempo anche grazie all'ipotetico alleggerimento progressivo dell'alveare, che avrebbe quindi raggiunto il compromesso giusto tra resistenza strutturale ed efficacia nel favorire la comunicazione tra le api.
Alveari di Apis dorsata
Ricordiamo che le api, in quanto insetti sociali, hanno sviluppato incredibili capacità comunicative: basti pensare ad esempio alla danza che mettono in atto per comunicare tra loro l'ubicazione della fonte di cibo, che abbiamo avuto modo di vedere in questo post.



Kastberger, G., Weihmann, F., & Hoetzl, T. (2013). Social waves in giant honeybees (Apis dorsata) elicit nest vibrations Naturwissenschaften DOI: 10.1007/s00114-013-1056-z