sabato 11 giugno 2011

Il fascino della paura

ResearchBlogging.orgOgnuno di noi ha paura di qualcosa. Chi teme i serpenti, chi ha paura degli squali, chi del buio, chi di cose meno materiali, come soffrire, amare, restare delusi o fare una figuraccia. Ci sono tuttavia alcune eccezioni, una delle quali è una donna di 44 anni affetta da lesioni all'amigdala (dal latino amygdala, che significa mandorla per la sua forma), una parte del sistema limbico del nostro encefalo, che la rendono incapace di provare il sentimento della paura. La notizia risale al 16 dicembre 2010, quando lo studio condotto da Justin Feinstein è stato pubblicato sulla rivista Current Biology, ma gli studi tuttora proseguono su questa linea per capire più in dettaglio quale sia il raggio d'azione dell'amigdala.
Per 3 mesi i ricercatori hanno fatto di tutto per cercare di terrorizzare SM (così si chiama la donna per il pubblico), mostrandole scene di film horror, conducendola per i corridoi e le stanze di case infestate ed esponendola a tutte le situazioni più stereotipate di paura; sono andati a scavare nel suo passato, chiedendole decine e decine di volte di raccontare delle volte in cui era stata minacciata con un coltello ed una pistola e aveva rischiato la vita durante una lite domestica, ma in nessuna di queste situazioni la donna si è mostrata impaurita o anche solo vagamente perturbata. Anzi, i ricercatori hanno scoperto che le situazioni che normalmente terrorizzano gran parte delle persone, evocano in SM un'intensa sensazione di fascino.
Addirittura gli studiosi hanno anche portato SM in un negozio di animali per vedere come si sarebbe comportata nei riguardi dei serpenti, animali che la donna aveva detto di odiare: il risultato è stato che SM, non appena ha visto i serpenti, ne è stata attratta immediatamente ed ha cominciato ad afferrarli con le mani e giocherellare con la loro lingua.
Secondo gli studiosi, questo lavoro di ricerca potrebbe suggerire che il nostro coinvolgimento emotivo in situazioni tipicamente pericolose comprende elementi sia di repulsione che di attrazione, e l'amigdala eserciterebbe un controllo su entrambe le tipologie di sensazioni. Quando ci troviamo in situazioni di potenziale pericolo, l'amigdala ci aiuta ad orientarci a cavallo della sottile linea di demarcazione tra l'eccitazione del prendervi parte e il darsi alla fuga per la paura: se essa funziona bene, queste emozioni collaborano per tirarci fuori dalle situazioni di pericolo reale ma ci consentono nello stesso tempo di "goderci" un film splatter; quando invece è danneggiata il nostro comportamento può mettere in atto risposte controproducenti per la nostra sopravvivenza, rendendo attraenti ai nostri occhi situazioni che dovremmo evitare. 

Feinstein, J., Adolphs, R., Damasio, A., & Tranel, D. (2011). The Human Amygdala and the Induction and Experience of Fear Current Biology, 21 (1), 34-38 DOI: 10.1016/j.cub.2010.11.042