sabato 20 novembre 2010

La notte porta consiglio... e riorganizza i ricordi in base alle emozioni

Sul sonno sono state affermate molte cose. Ci sono eminenti scienziati, tra cui il nostro orgoglio Rita Levi Montalcini, che hanno affermato che dormire 6-8 ore sia tempo sprecato, perché sottrae tempo utile a quello che possiamo spendere da svegli; considerando quanto sia stato brillante l'iter di questa eminente figura del panorama scientifico, potremmo non darle torto. Uno studio inglese ha invece affermato che  dormire meno di 6 ore o più di 8 ore possa favorire l'invecchiamento. Altri studiosi ancora hanno affermato che dormire poche ore favorisca l'obesità. Insomma, quanto dobbiamo dormire? Una risposta valida per tutti forse non l'avremo mai, perché ognuno di noi ha un proprio metabolismo, con esigenze e problemi individuali, per cui sarebbe forse banale generalizzare gli esiti di studi statistici del genere. Una ricerca recente, tuttavia, ha riportato l'attenzione sull'importanza di dormire tra le 7 e 8 ore, e questa volta il sonno è stato messo in correlazione con la nostra capacità di memorizzare.
Il premio Nobel R. L. Montalcini
Ci siamo mai chiesti infatti cosa fa la nostra mente mentre dormiamo? Da un po' di anni è opinione diffusa tra alcuni scienziati che dormire possa aiutare a consolidare i ricordi nella nostra mente, fissandoli nel cervello in modo tale da poterli richiamare alla memoria successivamente. Uno studio recente, però, sembra aver messo in evidenza che mentre dormiamo non si verifica soltanto una semplice azione di "sedimentazione e fissazione" dei ricordi, ma il cervello stesso li riorganizza, individuando gli aspetti emotivi di essi e riconfigurandoli per far sì che esso possa produrre idee nuove. 
L'articolo è stato pubblicato sulla rivista Current Directions in Psychological Science dalle ricercatrici Jessica D. Payne dell'Università di Notre Dame (Indiana) ed Elizabeth A. Kensinger del Boston College (Massachusetts). Payne afferma: "dormire rinforza i ricordi, e questo si ipotizzava già da un po' di tempo; sembra però che la mente umana faccia qualcosa di più che rinforzare i ricordi; è qualcosa di più interessante, che filtra e rielabora i ricordi. Siamo abituati a vivere in una società dai ritmi serrati, e non vediamo l'ora di andare a letto perché pensiamo che quello sia il momento in cui il nostro cervello riposa. La realtà però è ben diversa, perché il cervello lavora attivamente, anche quando dormiamo. Anzi, è proprio quello il momento in cui, anche se non ce ne rendiamo conto, esso ristruttura i ricordi, facendo leva sulle emozioni che più ci restano impresse, e da quelli fa scaturire idee nuove e creative."
Payne e Kensinger hanno infatti dimostrato quello che già molti psicologi e pedagogisti avevano ipotizzato, ossia che le persone tendono a trattenere maggiormente l'aspetto più emotivo di un ricordo. Le due ricercatrici hanno misurato l'attività cerebrale durante il sonno e in effetti le aree del cervello maggiormente attive sono quelle legate al consolidamento dei ricordi ed all'emotività.
La dottoressa Payne rinnova pertanto l'invito a dormire le classiche 7-8 ore, perché è vero che spesso le nostre vite sono talmente caotiche da lasciare poco spazio al sonno, ma potremmo perderci l'opportunità di svegliarci con idee nuove, brillanti, geniali. Cosa pensare allora di personaggi quali la Montalcini? Sono quelle eccezioni che (non) confermano una presunta regola.