lunedì 1 novembre 2010

La leggendaria nascita degli scacchi... che potenza!!!

Il gioco degli scacchi è senz'altro noto per le capacità logiche e strategiche che bisogna sviluppare affinché si possa imparare a diventare ottimi giocatori. Ci siamo mai chiesti però da cosa derivi la parola scacco? E come e quando sarebbe nato questo gioco che supera ogni barriera del tempo mantenendo inalterato il suo fascino? Secondo fonti attendibili, il gioco degli scacchi sarebbe nato in India nel VI secolo, da cui si sarebbe subito diffuso in altri Paesi, sia dell'Oriente che dell'Occidente.C'è però anche una versione meno attendibile, anzi leggendaria, secondo la quale gli scacchi sarebbero stati inventati in Persia, su richiesta di un re. Per quanto riguarda l'etimologia, infatti, scacco deriva dal persiano Shah, che in Persia designava il re. Secondo questa leggenda, un re di Persia, terribilmente annoiato dal suo quotidiano dolce-far-niente, decise un giorno di chiedere a Sissa Nassir,  mago di corte, di inventare un gioco coinvolgente e divertente, che potesse rendergli le giornate meno routinarie, aggiungendo che avrebbe potuto chiedergli in cambio qualsiasi ricompensa, anche metà del regno o la sua stessa figlia in sposa.

Sissa Nassir inventò il gioco degli scacchi; lo mostrò al re e vide l'entusiasmo dipingersi sul suo volto. Il re gli chiese a quale ricompensa avesse pensato e Sissa Nassir allora prese in mano la scacchiera 8 x 8 e disse che gli sarebbe piaciuto molto ricevere come ricompensa soltanto un chicco di riso sulla prima casella; il doppio dei chicchi sulla seconda casella, cioè 2; il doppio ancora sulla terza casella, cioè 4; il doppio dei chicchi della terza sulla quarta, cioè 8, e così via, fino all’ultima casella, la sessantaquattresima. In termini matematici, ogni casella della scacchiera doveva rappresentare una potenza di base 2, e ciascuna di esse aveva come esponente il numero naturale successivo di quello indicante l'esponente della casella precedente. Il re, inizialmente, rise a crepapelle, pensando che Sissa Nassir fosse un matto, perché la richiesta gli sembrò non solo insulsa, ma anche così banale da poterla soddisfare agevolmente! Convocò così il gran ciambellano, nonché abacista di corte, e gli affidò il compito di calcolare la quantità totale di chicchi di riso che avrebbe dovuto procacciarsi per poi in seguito regalare a Sissa Nassir. Il gran ciambellano non fu particolarmente felice di questo compito assegnatogli: impiegò un'intera notte per fare il calcolo dei chicchi di riso necessari per accontentare Sissa Nassir: 
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in notazione scientifica 1,8447 x 10^19 (dieci alla diciannovesima). Un numero illeggibile!
Per rendersi conto dell’enormità di questo numero, si può immaginare di distribuire i chicchi di Sissa Nassir su tutta la superficie terrestre, mari, monti, ghiacciai ed oceani inclusi: ogni centimetro quadrato di superficie terrestre dovrebbe essere ricoperto da circa 3 chicchi e mezzo!!! Non sarebbe quindi bastato tutto il riso del regno - ma neanche dell'intero pianeta - per accontentare Sissa Nassir!!!
Il re, dopo aver preso coscienza di ciò, si sentì terribilmente deriso da Sissa Nassir, e in perfetto stile "Regina di Cuori di Alice nel Paese delle Meraviglie", ordinò ai suoi sudditi di decapitarlo con l'accusa di alto tradimento.

2 commenti:

  1. Conoscevo la leggenda del re annoiato (non sapevo persiano)
    Il tuo racconto molto piacevole fa riflettere sul rapporto tra Potere e Conoscenza; spesso la posizione sociale non sempre corrisponde ad un altrettanto livello di conoscenza, anzi, si potrebbe dire che non viviamo certo in una società meritocratica (ma questo è un altro discorso). Quello che è davvero grave è che il Potere consapevolmente "taglia le teste" di coloro che hanno sete di conoscenza perchè li teme.
    Scusa la deviazione dall'argomento, ma la testa rotolante di Sissa...

    Tornando agli scacchi è un gioco che apprezzo moltissimo pur non essendo un gran giocatore; è vero comunque che aiuta molto a sviluppare il senso logico cercando di impostare strategie e contromosse.
    Ecco! Un ora di scacchi alla settimana, magari negli ultimi anni delle elementari o i primi delle medie... che ne dici ? Potrebbe essere stimolante, oltre che divertente, per i ragazzi ?
    Un saluto
    Marco

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  2. Ciao Marco! :)
    A proposito di rapporto potere-conoscenza... mi hai fatto venire in mente un altro episodio: Tolomeo I che chiede ad Euclide se non vi siano vie più sbrigative per apprendere la geometria... E in effetti ancora oggi sembra proprio che i potenti vadano molto poco d'accordo con la cultura...;-)
    Tralasciando questo discorso per non andare off topic, condivido pienamente il tuo parere: sperimentare gli scacchi a scuola media potrebbe già essere un'ottima iniziativa, perché sarebbe un'occasione per mettere in gioco le proprie capacità strategiche e logiche.
    A presto!
    Chris

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