venerdì 24 settembre 2010

Come fanno i serpenti ad iniettare veleno?

In base alla modalità in cui iniettano il veleno, i serpenti possono essere distinti in: aglifi, opistoglifi, proteroglifi e solenoglifi. In termini piuttosto generici, si può dire che nei serpenti c'è, nel capo, una ghiandola che produce sostanze tossiche per le prede, che vengono iniettate dal serpente tramite denti che presentano un'apposita scanalatura, in comunicazione con la ghiandola. Tuttavia, tale definizione è troppo vaga, poiché esistono diversi gradi di specializzazione nei denti veleniferi dei serpenti.
In ordine di specializzazione crescente:

Aglifi (due terzi dei Colubridi): La parola "glifo" deriva dal greco e significa "solco",  dove per solco intendiamo la scanalatura attraverso la quale passa il veleno. Pertanto "aglifo" significa "senza solchi". Questi Colubridi (un esempio è fornito dal comune Biacco) presentano denti senza specializzazioni per la trasmissione di veleno, anche se la saliva di certi colubridi aglifi può essere tossica per alcuni animali.
Biacco (Hierophis viridiflavus)
Denti aglifi

 

Opistoglifi (circa un terzo di tutti i Colubridi): i denti del veleno sono piuttosto grandi e posti in fondo alla mascella (infatti "opisto" vuol dire "dietro") e sono nella maggior parte dei casi solcati sulla superficie. I solchi presenti sulla superficie fungono da "corsia preferenziale" attraverso cui, per capillarità, passa il secreto della ghiandola di Duvernoy, che in realtà non è una ghiandola del veleno, bensì una parte della ghiandola salivare che produce tossine che si mescolano alla normale saliva (la comunicazione è per capillarità perchè il dotto della ghiandola non è connesso direttamente al solco ma indirettamente tramite la mucosa che si trova attorno ai denti). Per questo motivo gli opistoglifi non sono quasi mai pericolosi. Il quasi è d'obbligo perchè ben due erpetologi di grande fama, Schmidt e Mertens, ritenendo che nessun opistoglifo fosse pericoloso per l'uomo, sottovalutarono il morso subito, rispettivamente, da due specie di opistoglifi velenosi, il Boomslang ed il Twig Snake, e persero la vita.
Boomslang (Dispholidus typus)
Denti opistoglifi


Serpente corallo

Proteroglifi (cobra, mamba, serpenti corallo, serpenti marini, ecc.): la ghiandola del veleno sbocca alla base di denti anteriori mascellari corti ("protero" vuol dire "davanti"), sempre eretti e provvisti di una scanalatura, anche molto profonda, che può essere aperta o, al massimo, quasi chiusa.
Denti proteroglifi

Solenoglifi (soprattutto Crotalidi e Viperidi): rispetto ai proteroglifi i denti sono anche qui anteriori mascellari, però più lunghi e possono ruotare ("soleno" in greco sta per "avvolto") e aderire al palato quando le mascelle sono chiuse. Stavolta il solco è completamente chiuso e questa struttura è detta "a siringa".
Denti solenoglifi
Vipera (Vipera aspis)

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