sabato 26 maggio 2012

Edmodo: l'e-learning 2.0 con il microblogging

In una società come quella odierna, dominata dai social network, in cui ogni tipo di documento o informazione può essere condiviso, commentato, consigliato e allegato, il mondo dell'istruzione e della formazione non avrebbe potuto fare altrimenti, se non evolversi nella stessa direzione.
Questa nuova modalità di concepire il web in una maniera altamente interattiva, nota sinteticamente come Web 2.0, ha spinto l'e-learning verso la creazione di ambienti di apprendimento virtuali, chiamati anche "classi virtuali", dove docenti e alunni possono interagire attivamente per costruire le competenze, anziché avere dei meri depositi di informazioni sotto forma di file liberamente scaricabili in qualsiasi momento dagli utenti. La vera rivoluzione del Web 2.0 consiste nel rendere il discente direttamente protagonista del suo stesso apprendimento, e non più il semplice destinatario di un flusso di informazioni che viaggia a senso unico. 

Edmodo è una piattaforma di microblogging che consente di creare delle classi virtuali con facilità estrema, dando la possibilità a insegnanti e studenti di interagire attivamente tra loro come se si trovassero su social network come Facebook o Twitter! Basta una semplice registrazione, con cui viene assegnato un codice identificativo per la classe, e in pochi minuti si può già lavorare online con una classe per tutte le più svariate possibili attività didattiche. Per avere un'idea sommaria di cosa si possa fare con Edmodo, basti pensare che è possibile: pubblicare post con testo, audio o video; condividere risorse multimediali mediante link; commentare i post, ad esempio per collaborare in maniera costruttiva in gruppo in momenti di problem solving anche a distanza; strutturare prove di verifca con autocorrezione e persino percentuali di risposte corrette per quesito rispetto alla classe; personalizzare il profilo docente o studente con avatar, descrizione, obiettivi da raggiungere e persino il canale di apprendimento preferito (visivo, uditivo, ecc.).
Home page di Edmodo
Quest'anno, parallelamente al concorso Policultura 2012, che ho svolto con la classe II, ho voluto sperimentare Edmodo con una mia classe III per costruire una classe digitale finalizzata ad attività di recupero e consolidamento in matematica e scienze, soprattutto in vista dell'esame di Stato, e devo ammettere che l'esperienza ha avuto un successo notevole, perché gli alunni si sono sentiti i veri protagonisti dell'apprendimento. L'entusiasmo che hanno dimostrato durante le ore di matematica e scienze ha anche portato ad un miglioramento nel livello medio di preparazione, ma soprattutto ad una maggiore apertura ed impegno nei confronti delle discipline scientifiche, solitamente ritenute difficili e scoraggianti.
Con l'esperienza di Edmodo ho deciso di mettermi in gara per il concorso "Docente dell'anno 2012" ^_^. Non è certo per un atto di presunzione, ma perché il vincitore riceverà in regalo una settimana di stage presso una scuola americana, e sarebbe un'esperienza meravigliosa, per me!
Se volete avere un'idea più approfondita di cosa si può fare con Edmodo e come farlo, potete scaricare il power point che ho realizzato su quest'esperienza, e se volete darmi un aiuto a rientrare tra i 10 finalisti, potete esprimere la vostra preferenza per me cliccando su "Vota questo progetto". Di seguito potete leggere le istruzioni per votarmi e/o scaricare la presentazione che spiega in dettaglio cos'abbiamo fatto. 

Come fare per scaricare la presentazione e/o votarmi:

2) In corrispondenza del nostro lavoro, dal titolo "Edmodo: l'apprendimento diventa multimediale, collaborativo, divertente e social con il microblogging!", cliccare sul pulsante arancione "VOTA QUESTO PROGETTO" e poi su OK quando vi chiederà la conferma del voto. Qui accanto potete vedere uno screenshot per capire meglio.
3) Se volete scaricare la presentazione, cliccate sul pulsante verde con scritto "DOWNLOAD" e avvierete il download sul vostro PC.

Grazie infinite a tutti quelli che mi sosterranno!

giovedì 17 maggio 2012

Concorso Policultura 2012: la nostra "Dantematica" è tra i finalisti!

Quest'anno, lo ammetto, la mia attività di blogger non è stata particolarmente incisiva. Credo che, da settembre 2010 - mese in cui Natura Matematica è stato partorito da codesta mente - il periodo 21 marzo-7 maggio abbia infranto ogni record di ininterrotta inattività sul blog da parte mia. So già che qualcuno può averlo pensato, ma abbandoni l'idea: non sono stato né colpito da un blocco creativo, né sopraffatto dalla noia o mancanza di entusiasmo ;-). Tutto ciò che riguarda la didattica e la comunicazione è il fulcro della mia esistenza, perciò credo che starò in giro per questi (ed altri) lidi ancora per un bel po' di decenni.
Se è vero che il blog mi ha visto latitante, lo stesso non si può dire per la mia attività lavorativa, che per quest'anno definirei, in un solo aggettivo, circense. Un po' per imposizioni dall'alto (sebbene gradite), un po' per il desiderio di responsabilizzarmi di più, un po' per l'entusiasmo che a 30 anni, in un Paese le cui prospettive ogni giorno terrorizzano sempre più, ti spinge a voler superare te stesso, quest'anno nella scuola ho fatto veramente di tutto, se non di più; magari qualcosa o più di qualcosa mi sarà sfuggito, ma è stato un anno davvero bello, impegnativo e di grande valenza formativa per la mia crescita.
Tra le varie cose fatte, non posso far passare in sordina l'adesione al concorso Policultura 2012 con la mia classe II D, perché ci siamo avventurati nella strutturazione di una narrazione multimediale avente per oggetto la matematica nella Divina Commedia, e l'ho chiamata "Dantematica: la matematica nella Divina Commedia". Abbiamo voluto analizzare e raccontare in maniera interdisciplinare gli aspetti connessi al contesto matematico in cui viveva Dante, partendo dalle scuole frequentate, passando attraverso la famosa simbologia numerica della sua opera magna e finendo con l'analisi semplice di alcune terzine contenenti espliciti riferimenti matematici, e il risultato è stato davvero bello! E quando abbiamo appreso di essere annoverati tra i finalisti, fra cui verrà scelta la narrazione vincitrice il 6 giugno, quasi non potevamo crederci! ^__^ Non è la prima volta che parlo di quest'argomento su Natura Matematica, e chi mi legge abitualmente lo sa. In ogni caso, giusto per rinfrescare un po' la memoria, potete leggere alcuni post a questo link, oppure a quest'altro link o ancora questo.

Il logo di Policultura
Policultura è una bellissima iniziativa concorsuale del Politecnico di Milano. L'idea di fondo che la anima consiste nel dare la possibilità alle scuole aderenti di costruire una narrazione multimediale, cioè il racconto di una storia, una vicenda, una gita, un argomento curricolare o extracurricolare, purché il prodotto finale contenga del testo e delle immagini che scorrono in sequenza a mano a mano che una o più voci narrano.  Al di là delle caratteristiche tecniche in sé, realizzare una narrazione multimediale è un'esperienza magnifica, di grande impegno ma sicuramente produttiva, se condotta in modo tale da valorizzare i talenti diversi degli alunni di una classe, soprattutto di quelli che generalmente s'impegnano di meno a casa ma se ben motivati e coinvolti potrebbero offrire un mondo di risorse inesplorato e forse mai neanche sospettato.
L'iniziativa dà la possibilità alle scuole di gareggiare tra loro con concorrenti dello stesso segmento scolastico e provenienti da diverse parti d'Italia, a patto che la narrazione venga terminata entro una data di scadenza ben precisa. Le narrazioni che non riescono a completare il lavoro entro i termini prestabiliti, invece, possono comunque finirlo entro una data successiva, diventando così comunque una risorsa pubblica e di grande importanza didattica, ma senza avere la possibilità di gareggiare per il concorso.
Io ed i miei alunni ci siamo divertiti davvero tanto nel realizzare la narrazione. E' stato un lavoro impegnativo, molto più di quanto potessi immaginare, ma confesso che è stato davvero molto emozionante, per me, vedere l'entusiasmo e la curiosità dipinti sul volto dei miei studenti nel trattare in seconda media una tematica di così grande spessore, al punto da aver sviluppato una smania di perfezionismo nel rifinire l'opera che quasi ci impediva di consegnare il lavoro entro i termini previsti. E' importante, secondo me, ritagliarsi momenti di didattica che possano anche essere dedicati ad attività interdisciplinari, che vadano oltre la lezione ordinaria, seppur ben fatta. Bisogna ridurre la settorializzazione dei saperi verso cui la società odierna sembra volerci spingere sempre più, perché interlacciare diversi concetti, volti, luoghi ed eventi, aiuta a dare un senso maggiore alle cose studiate, soprattutto per materie come matematica, o forse a calarle in una dimensione leggermente più... "umana".
Se siete curiosi di vedere la nostra narrazione, andate a questo link e troverete anche un abstract e un'introduzione in cui ho esposto in dettaglio lo svolgimento dell'attività. Per vedere l'intera narrazione, divisa in 4 argomenti principali, ciascuno a sua volta diviso in un vario numero di sottoargomenti, dovete cliccare su "Narrazione lunga". Se avete problemi con la qualità dell'audio, potete visualizzare come testo scritto cliccando su "Mostra testo" le parole dette da me e dai miei straordinari alunni :-).
Se poi volete votare per noi e dare un contributo simbolico per la vittoria al nostro lavoro, seguite queste operazioni:
1) andate al link per la votazione da parte della giuria popolare;
2) andate al punto 5, Policultura Junior - Completa;
3) date il segno di spunta cliccando sul circoletto accanto a Dantematica: la matematica nella Divina Commedia - 2D - Istituto Comprensivo Di Meldola - Meldola (FC - Emilia Romagna;
4) cliccate su Fine.
Vi sarò davvero grato se lo farete! ^__^
Il più grande ringraziamento va ai miei cari ragazzi.
Sono davvero fiero di voi.
Grazie.

lunedì 7 maggio 2012

I numeri narcisisti

La metamorfosi di Narciso
dell'artista Salvador Dalì
Narciso è il nome di diverse specie di piante tutte appartenenti al genere Narcissus. Il narciso è noto per la bellezza dei suoi fiori, al punto tale da aver ispirato il mito omonimo: Narciso, infatti, nella mitologia greca, era un giovane tanto bello quanto crudele nei confronti di chi gli mostrava amore, e perciò gli dei lo punirono condannandolo ad innamorarsi della propria immagine riflessa in uno specchio d'acqua. Narciso morì e, al suo posto, fu trovato il fiore dell'omonima pianta. Oggi dunque si parla di persona narcisista quando questa è talmente innamorata di sé - spesso dal punto di vista estetico - da anteporsi a chiunque altro; tutto deve essere legato al proprio ego.
Narcissus papyraceus
E cosa c'entra questo con la matematica? Beh, non lo si penserebbe mai, eppure ad una particolare categoria di numeri naturali è stato dato l'appellativo di numeri narcisisti. Abbiamo già avuto modo di vedere, in passato, altre categorie di numeri che, per specifiche proprietà, sono stati etichettati con nomi di fantasia, come ad esempio i numeri amicabili (o numeri amici), ma i numeri narcisisti sono decisamente meno conosciuti.
Si parla di numeri narcisisti quando la somma delle potenze n-esime delle n cifre che li compongono dà il numero di partenza. Facciamo un esempio pratico: 153 è un numero narcisista (il più piccolo numero narcisista a 3 cifre) perché
153 infatti è composto da 3 cifre, per cui 3 dovrà essere anche l'esponente a cui ciascuna cifra dev'essere elevata a potenza; si sommano le potenze ottenute ed il risultato è il numero di partenza.
Un altro esempio di numero narcisista è 370, perché
Se si considerano tutti i numeri naturali composti da una sola cifra, cioè 0, 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, viene da sé che siano tutti narcisisti, perché bisognerà elevare la singola cifra a potenza con esponente 1 ^__^.

lunedì 26 marzo 2012

Avere rivali in amore è di gran lunga meglio che non averne: Drosophila melanogaster docet

Drosophila melanogaster
ResearchBlogging.org
A volte siamo indotti istintivamente a credere che la rivalità in amore sia solo un inutile dispendio energetico, e che sia molto meglio cercare di evitare in ogni caso il confronto diretto con possibili competitori affinché tutto fili liscio come l'olio, senza intoppo alcuno. Il fatto però è che spesso noi umani trascuriamo l'importanza della conquista, perché siamo abituati ad una vita fatta di troppi comfort e comodità, senza sofferenze; per molti animali, invece, che non hanno neanche la più pallida idea di cosa sia la vita comoda, sembra che conquistarsi qualcosa "con le unghie e con i denti" - è il caso di dirlo - sia la strategia vincente più di qualsiasi alternativa indolore.

Secondo una scoperta recente condotta dagli studiosi della University of East Anglia (UEA) e pubblicata sulla rivista Proceedings of the Royal Society B, tramite uno studio condotto sull'arcinoto moscerino della frutta Drosophila melanogaster, i moscerini maschi  cambiano di continuo il loro comportamento di accoppiamento a seconda che abbiano o meno trascorso del tempo con altri maschi rivali prima dell'accoppiamento. Pertanto, sembra che la socialità possa influire con plasticità e a breve termine sul successo riproduttivo del singolo individuo.

In precedenza, il team UEA aveva scoperto che, nell'ambito di un singolo accoppiamento, i maschi che erano stati esposti ai maschi rivali prima dell'accoppiamento, avessero una durata d'accoppiamento significativamente maggiore. I ricercatori questa volta hanno cercato di capire se i maschi potessero cambiare il loro comportamento quando inseriti in una serie di differenti contesti sociali, cambiando questi ultimi ripetutamente affinché i maschi incontrassero più o meno rivali per l'accoppiamento, da situazioni di assenza di rivali all'estremo opposto. 
Il comportamento dei moscerini maschi nell'accoppiamento si è rivelato piuttosto variabile a seconda del grado di rivalità con altri maschi sperimentato: in particolare, i maschi che sono entrati maggiormente in competizione con altri maschi, hanno riscontrato un maggiore successo riproduttivo. In particolare la durata dell'accoppiamento si è rivelata piuttosto variabile e sensibile a seconda delle situazioni, suggerendo un comportamento plastico e non dipendente unicamente dal patrimonio genetico individuale. 
Più in dettaglio, i cambiamenti nei tempi sono stati accompagnati da una maggiore prole (a sua volta fertile) soltanto in situazioni in cui i moscerini erano stati "stressati" passando da una competizione nulla ad una massima con altri maschi; in un percorso inverso, ossia da massima a nulla competizione, solo la durata dell'accoppiamento è scesa al di sotto dei livelli di controllo, ma non la quantità di prole, indicando che probabilmente i benefici derivanti da un maggiore investimento energetico in riproduzione quando si incontrano rivali superano quelli derivanti da un minore investimento energetico causato dall'assenza di rivali.
Una delle ragioni più plausibili di questo comportamento potrebbe stare nel fatto che i maschi investono più energia quando si accorgono di dover entrare in competizione per una femmina e c'è un'elevata probabilità che quest'ultima possa accoppiarsi di nuovo con un altro maschio. Se i maschi, viceversa, notano l'assenza di altri potenziali rivali, non si aspettano di dover competere, per cui l'investimento in energia è senz'altro inferiore e "ci si spreca di meno", detta in soldoni :-). Tale studio potrebbe essere alquanto utile in situazioni in cui bisogna migliorare la fertilità dei maschi e, di conseguenza, la fitness (successo riproduttivo) di una specie utile all'agricoltura oppure alla lotta biologica, perché potrebbe essere sufficiente modificare opportunamente il contesto di socialità della specie. Ed è un'ulteriore conferma che i geni di un individuo, senza la sinergia con dei fattori ambientali esterni, non sono tutto.

Bretman, A., Westmancoat, J., Gage, M., & Chapman, T. (2012). Individual plastic responses by males to rivals reveal mismatches between behaviour and fitness outcomes Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences DOI: 10.1098/rspb.2012.0235

martedì 20 marzo 2012

Cellula animale? Cellula vegetale? No, cellula alimentare!

Modello di cellula animale in 3D
Avete mai immaginato di poter costruire un modellino di cellula eucariotica con degli alimenti? Ebbene, una mia carissima collega di matematica e scienze (Claudia Presti) ha deciso di provarci, sperimentandolo attraverso una lezione laboratoriale in una sua classe: gli alunni sono stati suddivisi in gruppi, ciascuno dei quali doveva riuscire a creare un modello di cellula sfruttando un certo numero di alimenti a disposizione.
Certo è facile immaginare che, dopo aver scartato e messo insieme varie cibarie, dopo un po' il tutto debba essere buttato via, onde evitare odori sgraditi, ma con una macchina fotografica a portata di mano il ricordo immortalato fa sempre la sua grande figura. E soprattutto si crea un'occasione nuova per imparare qualcosa di serio attraverso la manualità e il divertimento, in una modalità fantasiosa ma senz'altro efficace ai fini dell'apprendimento, ovviamente senza l'eccessiva pretesa che siano rispettate per filo e per segno anche le proporzioni tra i vari componenti della cellula :-). Prima di vederne qualche esempio, vi ricordo che a questo link potete rispolverare un po' la memoria riguardo alla cellula eucariotica animale e vegetale, con dei video didattici molto validi in italiano.
Cosa ne dite, ad esempio, di questo modello commestibile di cellula eucariotica animale? I mitocondri sono stati realizzati utilizzando dei miniwurstel, il radicchio rosso è servito per l'apparato del Golgi, mentre la lattuga, con e senza dei fagioli (= ribosomi), hanno creato il reticolo endoplasmatico rispettivamente rugoso e liscio; il citoplasma è stato ottenuto con il bianco d'uovo e il nucleo con un loto (da notare il dettaglio dei pori nucleari), mentre il recipiente funge da membrana plasmatica. Nella foto non si vedono i lisosomi e i vacuoli, che sono stati aggiunti in un secondo momento.
Altrettanto creativo è stato l'insieme di oggetti messi insieme per creare quest'altro esempio di cellula eucariotica animale, un po' meno proporzionato nelle varie parti, ma più ricco di elementi. In questo caso il nucleo è stato rappresentato con un uovo sodo tagliato, l'apparato del Golgi con dei fagiolini non aperti, il reticolo endoplasmatico con delle carote tagliate, i vacuoli con un tappo di bottiglia, i lisosomi con dei pezzetti di scotch appallottolati, i mitocondri con fagioli ed i ribosomi con fagiolini sgusciati.
In tutto sono stati prodotti ben 6 tipi diversi di cellule eucariotiche animali, e le restanti potete vederle nell'immagine qui sotto. E direi che anche questo è davvero un ottimo modo di fare lezione in maniera divertente e alternativa ^__^.
Si ringrazia la collega C. Presti per la gentile concessione del materiale fotografico.